Spunti di storia della Circoscrizione 7

Tema di appartenenza

Chi siamo
Una breve storia della Circoscrizione 7 e la relativa traduzione in piemontese effettuata dal Dr. Giuseppe Goria del Centro Studi Piemontesi.
Cartina Circ7

Descrizione

LA CIRCOSCRIZIONE 7

La Circoscrizione 7 misura una superficie complessiva di 22.582 chilometri quadrati. Il territorio è molto vasto e comprende circa il 50% della collina torinese ed una parte piana attraversata dal Po e dalla Dora che si getta nell‟area Colletta – Meisino, subito seguita dalla Stura. Comprende i quartieri di Aurora - Vanchiglia - Sassi - Madonna del Pilone. Alcuni quartieri risultano abitati sin dai tempi antichi. Infatti nel III sec. a.c. la pianura piemontese nell'area ove attualmente sorge la città, risulta essere già abitata dal popolo dei Taurini, nati dalla fusione tra Liguri e Galli. 

Il Borgo Aurora (Aurora in piemontese) è caratterizzato da cinque rioni, nettamente distinguibili: Borgo Dora, Valdocco, Porta Palazzo, Borgata Aurora, Borgo Rossini. Borgo Dora, il rione più antico, si sviluppa in prossimità del Balon (l‟'etimologia del toponimo "Borgo del pallone" è molto antica), il più popolare mercato delle pulci di Torino, nei cui pressi sorge la Chiesa di San Gioacchino nata in sostituzione dell'antica chiesa parrocchiale del Balon, dedicata ai SS. Simone e Giuda. Sin dal tardo Medioevo, lungo un canale derivato dalla Dora, si stabilì un primo nucleo di opifici dotati di ruote idrauliche. Molto importante era il grande complesso dei “Molassi”, i più importanti mulini per granaglie, di origini medievale, e vi operavano anche due setifici, costruiti alla fine del „600, considerati come le prime industrie del Regno Sabaudo. Nel borgo avevano sede concerie, battitori da panno, le peste da canapa (attestando così la lunga tradizione della coltivazione della canapa in Piemonte) e da olio. Con l‟avvento dell‟energia elettrica i mulini vennero abbandonati e molte grandi fabbriche trasferirono in Aurora le proprie officine, come ad esempio “Le Officine Grandi Motori” (complesso torinese di archeologia industriale edificate dal 1899 su progetto di Pietro Fenoglio e Giacomo Mattè Trucco che sovrintendeva l'area firmando la pregevole "Basilica" nel 1911) e, contestualmente, si svilupparono molte piccole imprese (artigiane, commerciali e di servizi). Sempre a Borgo Dora si trova il Cimitero di San Pietro in Vincoli: progettato nel 1777 dall‟architetto Francesco Valeriano Dellala di Beinasco e dove attualmente si svolgono manifestazioni all'aperto e spettacoli teatrali. Nei pressi sorgeva anche la "Regia Polveriera", oggi trasformata in Arsenale della Pace, a cura del Sermig. Nel 1832 apre a Borgo Dora la Piccola Casa della Divina Provvidenza, meglio conosciuta come "Il Cottolengo", dal nome del suo fondatore. Nelle vicinanze possiamo trovare Porta Palazzo, piazza nella quale si tiene il mercato, considerato il più grande d‟Europa. Il rione Valdocco è particolarmente conosciuto per il Santuario di Maria Ausiliatrice: inaugurato il 9 giugno 1868, il santuario fu voluto da San Giovanni Bosco, del quale conserva le spoglie. Nella Borgata Rossini si trova il grande centro direzionale Lavazza, rappresentato dall‟edificio la Nuvola Lavazza di 30 mila metri quadrati che vuole incarnare i valori e gli oltre 120 anni di storia dell'azienda torinese fondata nel 1895 a Torino da Luigi Lavazza. 

Borgo Vanchiglia - (Borgh Vanchija ) generalmente (e amministrativamente) si associa al quartiere anche la zona detta Vanchiglietta (Vanchijëtta). Di tradizione antica, il toponimo Vanchiglia risale quantomeno al Medioevo. La tradizione vuole che nei pressi di Vanchiglia vi fosse il centro di Taurinia o Taurasia, l'insediamento originario dei Taurini che abitavano queste terre prima dell'arrivo dei Romani. Durante l'alto Medioevo, questa zona si trovava al di fuori della cinta muraria della cittadella, a pochi passi dalle porte romane decumana e Fibellona (l'attuale Piazza Castello). Il Borgo fu delimitato a sud-ovest dal Corso San Maurizio, un viale fatto alberare da Vittorio Emanuele I nel 1818. Vanchiglia si dovette quindi sviluppare maggiormente verso la confluenza del Po e della Dora. Tra il XVIII e il XIX secolo, il borgo era costituito soprattutto da casette fatiscenti erette su terreni e viottoli paludosi che risultavano però anche fertili. Soltanto nel 1872, il sindaco Rignon dispose l'abbattimento di tutto il fatiscente borgo, preoccupato della grave precarietà igienica (vi era da poco stato il colera). La riqualificazione del quartiere era comunque in atto già da circa dieci anni. Nel 1862-1866 sorse infatti, la Chiesa di Santa Giulia, oggi fulcro del quartiere stesso, opera neogotica di Giovanni Battista Ferrante e voluta dalla marchesa e venerabile Giulia Colbert Falletti di Barolo, ivi sepolta. Il quartiere crebbe quindi nella sua forma odierna, estendendosi contemporaneamente alla zona Vanchiglietta. Agli inizi del XX secolo, a causa della presenza di vari opifici meccanizzati, ma anche di nuove fabbriche e di nascenti industrie, Vanchiglietta fu uno dei primi quartieri con le ciminiere, tanto da guadagnarsi il caratteristico soprannome popolare di Borgh dël fum (Borgo del fumo). Negli anni più recenti, Borgo Vanchiglia si è affermato come uno dei poli propulsivi della creatività artistica e commerciale torinese. Alle botteghe artigiane, ancora presenti, si sono affiancate diverse realtà artistico-culturali di diverso ambito. Borgata Sassi – situata a nord est della città, ha un'origine molto antica. A differenza della pianura, infatti, la zona collinare era abitata già in epoca remota. Qui sorgevano feudi e contadi, dediti soprattutto alla viticoltura e alle vigne. Tra le ville e cascine più importanti una era quella del Monasterolium (Mongreno), l'altra era la cosiddetta villa (o vicus) Saxiarum, residenza dei conti di Sassi nella valle anticamente detta “Saxea” (da cui probabilmente deriva il nome della borgata). C‟è chi fa risalire il nome Sassi alle le pietre accumulate in gran quantità per lo spianamento della sommità del colle di Superga per la costruzione della basilica. . La posizione era strategica, perché controllava il traghetto sul Po, la strada lungo il fiume, il bosco del Meisino (ora Parco del Meisino con un'area di 450.000 m²), l'imbocco delle valli di Mongreno e di Reaglie e quindi gli accessi a Chieri. Non stupisce pertanto che sin dal medioevo qui si trovasse un "castrum”. 

Borgata Sassi è conosciuta anche per l'omonima stazione di testa della Tranvia Sassi-Superga (nota anche come Dentiera), una linea tranviaria collinare a cremagliera di Torino, facente parte della rete tranviaria cittadina. Essa collega il quartiere precollinare con la collina di Superga ad un'altitudine di 672 metri. Sulla sommità del colle è presente la nota basilica omonima. La linea venne inaugurata il 27 aprile del 1884 come prima funicolare a vapore adottante il “sistema Agudio” . Dopo un incidente la linea venne convertita in una cremagliera elettrica e venne riaperta il 16 aprile del 1935. Sulla Collina di Superga, svetta imponente secondo gli stilemi del barocco piemontese l‟omonima Basilica voluta da Vittorio Amedeo II a compimento di un voto: Il 2 settembre 1706 il duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il principe Eugenio dalla sommità dell‟altura, studiarono il piano di battaglia che sarebbe stato decisivo per sbaragliare i francesi che assediavano Torino. Nei pressi sorgeva una piccola, antica cappella dedicata alla Madonna: Vittorio Amedeo si inginocchiò davanti alla Vergine promettendo di erigere una grandiosa basilica su quel colle impervio, se avesse concesso la vittoria. Cosa che puntualmente avvenne e il voto del duca venne rispettato. La Basilica di Superga, è simbolo della vittoria del 1706: a realizzarla fu lo Juvarra e la monumentale costruzione è davvero il suo capolavoro. Per erigerla ci vollero quattordici anni, dal 1717 al 1731. Nei sotterranei si trova la cripta, contenente le Tombe Reali di Casa Savoia. Sul retro della Basilica una lapide ricorda la tragedia dei giocatori del Toro: il 4 maggio 1949 l'aereo che, di ritorno da Lisbona, stava trasportando i giocatori del Grande Torino, si schiantò contro il muraglione della basilica di Superga, causando la morte dei giocatori, dei dirigenti, degli accompagnatori, dell'equipaggio e di tre giornalisti sportivi. 

Madonna del Pilone (Madòna dël Pilon in piemontese) è un ampio quartiere precollinare e collinare il cui nome deriva dalla Chiesa della Madonna del Pilone che a sua volta prende il nome da un pilone votivo che rappresentava la Ss. Annunziata, eretto sulla riva del Po nel 1587, nei pressi del quale il 29 aprile 1644 si verificò un evento ritenuto miracoloso, in ringraziamento del quale fu eretta la chiesa che inglobò il pilone. A poca distanza dal pilone v‟era uno dei mulini fluviali di Torino, detto “delle catene”, presente , risulta, sin dal 1474. Il quartiere ha visto la presenza d'insediamenti umani da epoche remote. La fertilità del suolo insieme alla ricchezza ittica del fiume Po hanno da sempre attratto soprattutto agricoltori e pescatori ma dal periodo rinascimentale iniziarono ad insediarsi anche piccole botteghe artigiane. Sul finire del settecento alcune botteghe artigianali si trasformano in organizzate attività industriali. Sulle rive del Po nacquero fabbriche di maiolica, vetro, sapone, tintorie. Nella maggior parte dei terreni collinari venivano invece coltivati vigneti. A partire dalla seconda metà dell'ottocento, vennero edificate molte case residenziali di pregio nell'area vicina al fiume, e anche la collina subì profonde trasformazioni, dove sparirono le vigne per far posto alle residenze. Il Parco Michelotti sorge sui resti del canale che l‟omonimo ingegnere costruì nel 1817 per fornire d‟energia tutta la zona di Madonna del Pilone, allora ricca di realtà produttive. I nuovi sistemi di approvvigionamento energetico ne decretarono il suo abbandono funzionale e nel 1935 fu riempito con le macerie provenienti dalla demolizione degli edifici di via Roma. Sul Corso Casale si trova il Motovelodromo Fausto Coppi, costruito nel 1920, esempio di architettura strettamente funzionale alle attività sportive degli anni Venti. Ha ospitato in passato gare di automobilismo, ciclismo su pista, partite di calcio (il Torino vi ha giocato il campionato 1925-1926) e di rugby, Nel 1947, la sezione dedicata alla “palla ovale” della Reale Società Ginnastica vince, per la prima e unica volta, il campionato italiano.

 Informazioni tratte dai vari siti internet quali http://www.atlanteditorino.it, https://it.wikipedia.org/, http://suburbiataurinorum.blogspot.com/2014/01 e da alcuni testi storici inerenti la storia della città.

LA SIRCOSCRISSION 7

La sircoscrission 7 a mzura an tut 22,582 kmq. Ël teritòri a l'é bin ëslargà e a pija, a truch e branca, ël 50% ëd la colin-a turinèisa e na part ëd la pian-a traversà dal Pò, anté la Dòira a campa soa eva , ant l'arzerva natural Colëtta-Maisin, con la Stura che as versa ant l'istess anviron. A pija ij borgh ëd l'Aurora - Vanchija - Sassi - Madòna dël Pilon. Cheidun ëd si borgh a j'ero già abità dai temp antich, an efet ant ël sec. III a.C. la pian-a piemontèisa, anté adess a-i é la sità, a arzulta esse popolà dai Taurin , nà da la fusion an tra Lìgur e Selta. 

La bariera dl 'Aurora a l'é caraterisà da singh borgh bin definì: Borgh Dòira, Valdòch, Pòrta Palass, l'Aurora , borgh Rossini. Borgh Dòira, col pì antich, as dësvlupa ant j'avzinanse dël Balon (la definission an italian Borgo del pallone a l'é motobin antica), ël mërcà dle pate pì popolar ëd Turin; ant j'avzinanse as treuva la cesa 'd San Gioachin, tirà sù an paga 'd cola 'd San Simon e Giuda, la veja parochial dël Balon, che a-i era an piassa Borgh Dòira. Già da la fin ëd l'Età 'd Mes, arlongh un canal derivà da la Dòira, as ampiantava la prima nos ëd bòite, peui usin-e, che a l'avìo 'd roe idràuliche. Bin amportant a l'era 'l compless dij Molass, ij mulin pì fosonant për le granaje, ëd nassensa ancor medieval; a travajavo dcò doe filature 'd seda, butà su a la fin dël '600 e considerà le prime usin-e 'd jë Stat Sabàud. Ant ël borgh a-i ero ampiantà dcò 'd faiterìe, bator da pann, da càuna (marcand parèj la longa costuma dla coltura dla càuna an Piemont) e tòrcc da euli. Con l'intrada dl'energia elétrica ij mulin a son ëstàit bandonà e vàire gròsse industrie a l'han tramudà ant l'Aurora soe usin-e, parèj, për esempi, ëd j'Officine Grandi Motori, compless turinèis d'archeologìa industrial, tirà su dël 1899 su proget ëd Pietro Fenoglio e Giacomo Matté Trucco, che dzorantendìa l'àrea e a signava la Basìlica dël 1911. Ant l'istess temp a son dësvlupasse vàire d'àutre imprèise: artisan-e, comerciaj e 'd servissi. Sempe a Borgh Dòira a-i é 'l Camposanto 'd San Pe dij Còj (San Pe an Vìncoj): progetà dël 1777 da l'architet Fransesch Valerian Dellala 'd Beinasch, e anté ancheuj as fan ëd manifestassion e spetàcoj teatraj. Ant j'anviron a-i era ‘dcò la Regia Povrera, ("Regia polveriera"), adess dventà l'Arsenal ëd la Pas, cudì dal Sermig. Ant ël 1832 a duverta soe pòrte an Borgh Dòira la Cita Ca dla Divin-a Providensa, mej conossùa coma 'l "Cotolengo", dal nòm ëd chi che a l'ha fondala. Lì davzin i trovoma Pòrta Palass /Pòrta Pila, la piassa anté a-i é 'l mërcà considerà 'l pì gròss an Europa. Ël borgh Valdòch a l' é bin conossù për ël Santuari 'd Marìa Ausiliatris: vorsù da don Bòsch (e a na goerna sò còrp) a l'é stàit consacrà ai 9 ëd giugn dël 1868. Ant la Borgà Rossini a-i é 'l gròss sentr diressional Lavazza, la Nìvola Lavazza, un compless architetònich ëd 30.000 mq che a veul ancarné ij valor e ij 120 e passa agn dë stòria dl'asienda, fondà ant ël 1895 a Turin da Luis Lavazza.

Borgh Vanchija: an géner as gionta al borgh (ëdcò da la mira aministrativa) Vanchijëtta. D'antica tradission, ël topònim Vanchija an arpòrta tansipòch a l'Età 'd Mes. Sempe la tradission a veul che 's borgh a fussa 'l cheur ëd Taurinia o Taurasia, la prima sëppa dël vilagi dij Taurin, che a vivìo ansima coste tère anans che a-i rivèisso ij roman. Ant ël temp ëd l'Àuta Età 'd Mes, cost borgh a l'era fòra dle cinte murà dla sitadela, a pòchi pass da la pòrta roman-a Decumana e la Fibellona medieval (Piassa Castel d'ancheuj). Ël borgh a l'é stàit limità a mesdì vers ponent da Cors San Morissi, na lèja che Vitòrio Emanuel I a l'ha faje pianté d'erbo ant ël 1818; për lòn, Vanchija a l'é dësvlupasse pì che tut vers la confluensa 'd Pò e Dòira. An tra ij sécoj XVIII e XIX ël borgh a l'era fàit pì che tut da ciaborne mal ciadlà, tirà su ansima 'd teren a mojiss che, d'àutra part, a j'ero dcò motoben dru. Mach dël 1872 ël sindich Rignon a dësponìa 'd campé giù tut col borgh malandàit, sagrinà da la situassion igiénica greva (da pòch a l'era staje 'l colera). An tute le manere, da na desen-a agn a-i era già ant l'aria na volontà d'arpaté un pòch la bariera: ant ël 1862-66 a l'é stàita costruìa la cesa 'd Santa Giulia, ancheuj pòles dël borgh, euvra neo-gòtica 'd Gioann Batista Ferrante, vorsùa da la marchèisa e veneràbila Giulia Colbert Falletti 'd Bareul, che an belelì a l'é sotrà. Apress, ël borgh a l'é chërsù ant soa forma d'ancheuj, an ëslargandse ant l'istess temp anvers Vanchijëtta. A l'ancamin dël sec. XX , për la presensa dë stabiliment mecanisà, ma dcò 'd neuve usin-e dj'industrie che a nassìo antlora, Vanchijëtta a l'é stàita un dij prim borgh con le siminere, tant da vagnesse lë stranòm popolar ëd Borgh dël fum. Ant j'agn pì davzin Borgh Vanchija a l'é afermasse coma un-a dle mire pì fòrte dla creatività artìstica e comersial turineisa; a le bòite artisan-e, ch'a-i son ancora, a son giontasse e slargasse d'àutre realtà neuve .

Borgà Sassi. Slargà da mesaneuit vers levant a l'ha soe rèis bin an là ant ël temp. L'anviron ëd la colin-a, an efet, a l'era già popolà ant j'età pì leugne, bele anans ëd la pian-a. Belessì a-i era fèud e campagne, butà pì che tut a vigne. An tra le vile e le cassin-e pì amportante un-a a l' era cola dël Monasterolium (Mongren), l'àutra cola ch'a-j disìo villa o vicus Saxiarum, ca dij cont ëd Sassi, ant la val che ai temp antich as ciamava Saxea (e da lì a l'é bel-fé ch'a ven-a 'l nòm dël borgh). A-i é chi ch'a fà armonté 'l nòm Sassi a le pere amugià a baron për lë spianament dël còl ëd Superga për costruve la Basìlica. La mira a l'era stratégica, përchè a controlava la traversa sël Pò, la stra arlongh ël fium, la tosca dël Meisin (adess Parch dël Meisin, con n'àrea 'd 450.000 mq), l'ambocadura dle vaj dël Mongren e 'd Riaje e donca dl'intrada a Cher. Për tut sòn a-i é pa da sburdisse se bele già da l'Età 'd Mes sì a-i era un castrum. Borgà Sassi a l'é conossùa ‘dcò për la stassion ëd testa con l'istess nòm ëd la tranvìa Sassi- Superga (ciamà ‘dcò, a la bon-a, la dentera), na linia a cremajera (val a dì a roe dentà, donca ...a dentera) ch'a fà part ëd la rej dij tram turinèis. Costa a gropa 'l borgh ëd pre-colin-a con Superga a n'autëssa 'd 672 m. andoa, an cò dla colin-a, a-i é la Basìlica che tuti a conòsso. La linia a l'ha ancaminà a fosoné ai 27 d'avril dël 1884 coma prima funicolar a vapor bogià dal sistema Agudio. Apress n'assident la linia a vnisìa trasformà an dentera elétrica e torna duvertà dël 1935. Sla colin-a 'd Superga a s'àussa imponenta, conform a le dàite dël baròch piemontèis, la Basìlica ch’a na pija 'l nòm, vorsùa da Vitòrio Amedeo II a compiment d'un vot: ij 2 dë stèmber dël 1706 ël duca 'd Savòja (giusta Vitòrio Amedeo II ) e 'l prinsi Genio (Principe Eugenio) d'an cò dël brich a l'han ëstudià 'l pian ëd bataja che a sarìa peui stàit decisiv për buté an derota ij fransèis che a amblocavo Turin. Ant j'anviron a-i era na cita e antica capela dedicà a la Madòna: Vitòrio Amedeo a l'é anginojasse dnans a la Vèrgin promëttendje 'd tiré su na grandiosa basìlica ansima col brich malaisà se a l'avèissa daje la vitòria, lòn che a l'é stàit realtà e donca 'l vot a l'é stàit rispetà. La Basìlica 'd Superga a l'é 'l sìmbol ëd la vitòria dël 1706: Juvarra a l'ha realisà costa cesa monumental e a l'ha fane soa ciadeuvra. Për tirela su a l'han butaje quatòrdes agn, dal 1717 al 1731; ant la Cripta Real a-i son le tombe 'd Ca Savòja. Da darera dla Basìlica na lòsa a 'rcòrda la gròssa dësgrassia dij giugador dël Tòr: ai 4 ëd magg dël 1949 l'aeroplan che a arportava a ca, da Lisbon-a, ij giugador dël Grand Turin a l'é s-ciantasse contra 'l murajon ëd la Basìlica 'd Superga, causand la mòrt dij fotbaleur, ëd l'echipagi, ëd tre giornalista sportiv e 'd chi che a-j compagnava.

Madòna dël Pilon a l'é un gròss borgh ëd colin-a e pre-colin-a. Sò nòm a ven da la Cesa dla Madòna dël Pilon che a l'avìa arditalo da un pilon votiv che a arfigurava la SS. Vèrgin Nunsià, butà sla riva ël Pò ant ël 1587; ambelelì, a pòca distansa, a-i era 'l Mulin ëd le Caden-e (documentà dal 1474) anté, ai 29 d'avril dël 1644, a l'é staje un fàit che a l'avìa 'l santor d'un miraco: na cita sghijà ant ël Pò a l'é stàita prima tirà giù da la corìa peui possà torna a fior d'eva; an ringrassiament ëd lolì a l'é stàita tirà su la cesa, che a anglobava 'l vej pilon. Ël borgh a l'ha vist la presensa uman-a già dai temp pì leugn. La tèra drùa e 'l pess bondos dël Pò da sempe a l'han tirà tant ij campagnin coma ij pescador, ma dai temp ëd l'Arnassensa a l'han tacà a travajé ‘dcò 'd bòite artisan-e. An sla fin dël '700 chèiche bòita a l'é cangiasse an atività pre-industrial: an sle rive dël Pò a son chërsùe le bòite da majòlica, véder, savon e da tenzior. Ant la pì part dij teren ëd colin-a, nopà, a l'avìo pijà pé le vigne. A partì da la sconda metà dl'Eutsent a son realisasse ant l'àrea dacant al fium vàire palass ëd valor, e dcò la colin-a a l'ha vist ëd bej cambiament, ancaminand dal dëspianté le vigne për lasseje la piassa a le residense. Ël Parch Michelòt a l'é nassù ansima lòn ch'a restava dël canal realisà ant ël 1817 da l'ingegné Michelotti per porteje l'energìa ch' a fèissa bogé j'atività produtive 'd tuta la Madòna dël Pilon. Le neuve técniche 'd goerné l'energìa vnùite apress a l'han butaje na cros ansima, e dël 1935 a l'han cormalo con ij drocheri ch'a vnisìo da le demolission dij palass ëd la veja via Roma. Sël Cors Casal a-i é 'l Motovelòdrom Fausto Coppi, costruì ant ël 1920, esempi d'architetura franch fonsional a j'atività sportive dj'agn Vint. Ant ël passà a son tnusse gare 'd corse 'd viture, corse 'd bici su pista, partìe 'd balon ( ël Tòr a l'ha giugaje 'l campionà 1925-1926) e bele dcò 'd rugby. Ant ël 1947, la session dla "bala oval" dla Real Società Ginàstica a l'ha vagnà, për la prima e ùnica vira, ël campionà italian. 

Tradussion an piemontèis soagnà da Giuseppe Goria (Centro Studi Piemontesi/Ca dë Studi Piemontèis)

Ultima modifica
24 Dicembre 2025
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