Hijo de la tierra

Festival
Vernissage venerdì 24 luglio 2026 dalle 18.30 alle 21 presso Aura Studio Via San Rocchetto 2 int 4 Torino. Fino al 30 luglio 2026

Quando

locandina

Date

24 Luglio 2026, 18:30 - 21:00

Descrizione

Mostra bipersonale  a cura di Archivio Dimauro Aps  in collaborazione con Associazione La Casa del Migrante Aps e Associazione Soconas Incomindios. Con la consulenza di Elena Radovix

 

Artisti Jesus Salinas e Cesar Tumba

Hijo de la Tierra è una mostra bipersonale di pittura dedicata alle popolazioni indigene del Sud America, oggi minacciate dall’estinzione fisica e culturale. Attraverso immagini potenti e simboliche, gli artisti raccontano identità, memoria e resistenza, interrogando il nostro rapporto con la terra e con l’idea stessa di progresso. Un invito a riconoscersi parte di un unico pianeta.

Hijo de la Tierra nasce dall’incontro tra le ricerche di Cesar Tumba Jesus Salinas (Jess Art), due artisti peruviani che, attraverso linguaggi profondamente diversi, restituiscono una riflessione comune sull’identità, sulla memoria e sul rapporto tra l’essere umano e la terra.

Il titolo – Figlio della Terra – richiama una condizione universale: ogni essere umano appartiene alla natura prima ancora che a una nazione o a una cultura. Le opere in mostra invitano a guardare alle popolazioni indigene del Sud America non come testimonianze di un passato remoto, ma come custodi di un patrimonio di conoscenze, di pratiche e di valori che oggi acquistano un significato sempre più urgente.

 

La ricerca di Cesar Tumba si confronta con il patrimonio archeologico del Perù preispanico. Attraverso un linguaggio sospeso tra realismo e surrealismo, l’artista reinterpreta reperti appartenenti alle grandi civiltà andine – Chavín, Paracas, Moche e Lambayeque-Chimú – trasformando crani, volti scolpiti, ceramiche rituali e simboli sacri in immagini contemporanee. Le sue opere non ricostruiscono il passato, ma ne restituiscono la vitalità, interrogando il presente attraverso il tema della memoria e della continuità culturale. L’uso della foglia d’oro, accanto alla grafite, richiama il valore spirituale attribuito dalle culture andine al metallo prezioso, simbolo della luce solare e della dimensione sacra più che della ricchezza materiale.

Jesus Salinas, al contrario, racconta un Perù ancora vivo. Le sue tele sono abitate da bambini, donne indigene, sciamani, danzatori rituali, sacerdoti, animali simbolici e paesaggi che spaziano dalle Ande all’Amazzonia, fino al Lago Titicaca e a Machu Picchu. Figure mitologiche come l’Amaru convivono con scene di vita quotidiana, ricordando come la spiritualità e la natura continuino a essere parte integrante dell’identità delle comunità originarie. La vivacità cromatica, ispirata ai tessuti tradizionali e all’arte popolare andina, trasforma ogni dipinto in una celebrazione della biodiversità culturale e naturale del Perù.

Se Tumba restituisce la profondità del tempo, Salinas racconta la continuità della vita. Le loro opere si completano, costruendo un unico racconto che attraversa millenni di storia senza interrompere il filo che unisce passato e presente. Da una parte la memoria custodita nei reperti archeologici, dall’altra le tradizioni ancora vive nelle persone, nei paesaggi, nei riti e nei gesti quotidiani.

 

La mostra pone al centro una domanda che riguarda tutti noi: cosa significa oggi essere figli della terra? In un’epoca segnata dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dall’omologazione culturale, le popolazioni indigene rappresentano una delle più importanti riserve di conoscenza sul rapporto equilibrato tra uomo e ambiente. La loro progressiva scomparsa non comporterebbe soltanto la perdita di culture millenarie, ma anche di modi diversi di abitare il pianeta.

Hijo de la Tierra non è dunque soltanto un omaggio al Perù e alle sue civiltà. È un invito a riconoscere che la tutela della memoria culturale e quella dell’ambiente sono inseparabili. Le opere di Cesar Tumba e Jesus Salinas ci ricordano che custodire le radici significa anche immaginare un futuro in cui il progresso non coincida con la cancellazione delle differenze, ma con la capacità di vivere in armonia con la terra che tutti abitiamo.”

28 luglio 2026 celebrazione Fiestas Patrias  con  danze del Perù.  A cura di F. A. Legendarios Sambos Caporales Filial Italia e degustazione Pisco Sour. In collaborazione con l’Associazione Casa del Migrante Aps.

30 luglio 2026 ore 18-20 Incontro “L’arte indigena del Perù. In difesa dell’ambiente e delle culture” in collaborazione con l’Associazione Soconas Incomindios Onlus e la Prof.ssa Naila Clerici, già  docente di Storia delle Popolazioni Indigene d’America presso l’Università di Genova.

Immagini

Dove

via San Rocchetto 2
TorinoTO
Italia

Contatti

Tel
Archivio Dimauro Aps
Ultima modifica
8 Luglio 2026
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